Ortofon SPU 1 E
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Ortofon SPU 1 E

535,50

Fonorivelatori SPU – Bobina Mobile Serie SPU 1

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Ortofon
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Descrizione

Fonorivelatori SPU – Bobina Mobile Serie SPU 1

Stilo Ellitico

Le funzionalità SPU # 1 S e SPU # 1 E:
– Stilo rispettosamente sferico ed ellittico. Il profilo a stilo ellittico SPU n. 1 offre una riproduzione del suono più dettagliata e immagini estese.
– Avvolgimenti e cavi terminali in rame di elevata purezza
– Corpo in legno rettificato e resina composita

Queste cartucce SPU rappresentano l’essenza delle bobine mobili originali e sono una soluzione perfetta per la riproduzione di registrazioni stereo sia antiche che moderne. Ottimo rapporto qualità-prezzo.

Manuale

Output voltage at 1000 Hz, 5cm/sec. – 0.18 mV
Channel balance at 1 kHz  –  1.5 dB
Channel separation at 1 kHz  –  20 dB
Channel separation at 15 kHz  –  10 dB
Frequency response – 20-25.000 Hz –  ± 3 dB
Tracking ability at 315Hz at recommended tracking force *)  65 µm
Compliance, dynamic, lateral – 10 µm/mN
Stylus type – Spherical / Elliptical
Stylus tip radius – R 18 µm  / r/R 8/18 μm
Tracking force range – 3.0-5.0 g (30-50 mN)
Tracking force, recommended – 4.0 g (40 mN)
Tracking angle – 20°

Internal impedance, DC resistance – 2 ohm
Recommended load impedance  > 10 ohm
Cartridge body material – Ground wood and resin composite
Coilwire material – High Purity Copper (OFC)
Cartridge colour – Black matte
Cartridge weight – 30 g

GOLDENES OHR AWARD 2018

The readers of the German HiFi magazine STEREOPLAY voted for the best Hifi products of the year. With votes coming in from across Germany, the SPU #1S won in the category phono cartridges. Almost 150 industry members attended the Award ceremony in Munich.

Stereophile September 2016
By Michael Fremer

“…To this day, Ortofon SPU cartridges enjoy cult followings in Japan and elsewhere. …There are many variants of the basic, iconic SPU design, but most are highmass, low-output, heavy trackers known for their old-school warmth and musicality…

…when I played my first record with the SPU #1… I immediately, and much to my surprise got what the SPU cult is all about. Most of what seemed to be missing were playback artifacts that ride along with the detail, along with the “visual” elements that help produce spatial context, including reverberant trails, initial transients, decay elements, etc. What was left were vivid, generously sezed, richly drawn aural images laden with textures and harmonic vitality. Whether you hear this as thick and slow or as a rich and full is a matter of sonic perspective…

…I’ve got plenty of mono and vintage stereo LPs. I spent a few days playing them through these SPUs (SPU #1 S or SPU #1 E – red.), and they all just sounded right and “of a time”…

…If you’re considering buying one of these (SPU #1 S or SPU #1 E – red.) – and assuming you have a compatible tonearm, in terms of both the SME collet and a medium to high effective mass – I suggest using a tubed phono preamplifier and a loading of less than 100 ohms. Unloaded, the new Ortofon SPUs could sound bright on top; that, in combination with their rich, full bottoms, produced an unpleasant discontinuity of sound.

I’m still not thrilled to track stereo LPs at 4 g – but the sound was so rich, warm, flowing, and relaxing, the images so round and so generously sized, that I conquered my fears of worn record grooves and spent many pleasant evenings drinking wine and visiting the 1950s and ’60s. If only I knew then what I know now!”

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Brand

Ortofon

Ortofon è una compagnia danese di prodotti audio di alta fedeltà. Nota soprattutto per le sue testine magnetiche per giradischi, con l’avvento della tecnologia CD è passata dalla produzione di massa al mercato di nicchia, dove è tuttora attiva con circa 500 000 pezzi venduti all’anno.
Il nucleo di quella che è l’attuale compagnia nacque il 9 ottobre 1918 a Copenaghen con il nome di Electrical Phono Film Company per iniziativa di Axel Petersen e Arnold Poulsen[2], intenzionati a realizzare un sistema di sincronizzazione audio cinematografico; cinque anni più tardi, nel 1923, fu proiettato a Copenaghen il primo film sonoro
La compagnia, nel corso degli anni, si dedicò allo sviluppo di microfoni, compressori dinamici, oscillografi e apparecchiature audio varie, e nel 1946 cambiò nome in Fonofilm Industrie.
Sempre nel 1946 sviluppò la sua prima testina monofonica, per giradischi[3]; nel 1948 commercializzò invece la prima testina a bobina mobile all’avvento della stereofonia, nel dopoguerra, si costituì la divisione chiamata Ortofon, costruita sui termini greci όρθος (όrthos), “corretto”, e φωνή (foné), “suono”, e iniziò la produzione di testine stereo.

Nel corso degli anni la sua produzione andò via via specializzandosi proprio nella tecnologia dei fonorivelatori: bracci e testine magnetiche entrarono nel mercato di massa negli anni settanta e ottanta.

Con la graduale adozione della tecnologia CD e il progressivo abbandono dei dischi in vinile da parte del mercato di massa, il volume di vendite della Ortofon si ridusse drasticamente[1]; la compagnia iniziò a diversificare le linee di prodotto, realizzando cavi audio in argento puro per favorire la miglior conduzione di segnale e orientandosi al mercato dei Disc jockey con la produzione di accessori specificatamente pensati per la tecnica scratch.

A circa 50 anni di distanza dal brevetto della testina a bobina mobile, Ortofon produce tuttora rilevatori audio con tale tecnologia; a uso del mercato DJ la compagnia produce anche cuffie stereofoniche e altri materiali.

Ortofon

Informazioni aggiuntive

Peso 1 kg

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